Le cose stanno più o meno così: noi, per poter giocare ad un orario accettabile, per accontentare più o meno tutti, per sfruttare al meglio le ore di luce ed il restante sabato pomeriggio, abbiamo bisogno di iniziare a giocare alle 14:00. L'oratorio apre alle 16:00. Occorrerebbe, dunque, quel minimo di buon senso ed un passo avanti da parte dei gestori dell'oratorio perché ci accordino questo permesso e ci facciano il favore di venirci ad aprire.
Favore che ci hanno fatto per tutta la passata stagione, ma che ora non sono più disposti a rinnovare. Perché? Perché abbiamo rotto le scatole per la storia del palco? Perché credono che abbiamo rubato il lucchetto che chiude il cancello? Perché non abbiamo fatto abbastanza tessere? Qual'è il motivo che ha portato a questo muro contro muro? Possibile che non sia possibile neppure fare una civilissima telefonata, con questi tizi?
Vale la pena spiegarsi, insistere, chiedere un incontro o molliamo? E se diamo tanto fastidio, perché non ci hanno mai riconosciuto tutti i favori che noi abbiamo fatto (dal primo taglio dell'erba, ormai più di tre anni fa, sino a portar via il palco)? Ci riprendiamo i soldi delle tessere, come dice qualcuno, o tentiamo di sfruttarlo in modo diverso? E se proprio volessimo andarcene dal Seminario, dove e come può continuare il King (ammesso che senza Seminario, il King possa continuare a vivere)?
Su queste e su molte altre domande, immaginiamo, tutti abbiamo molto da dire. Vediamo come la pensiamo, valutiamo quali possono essere le soluzioni per il futuro. Pensiamo se è il caso di vederci a quattr'occhi. Ognuno dica la sua. Poi decideremo.
In my opinion...
RispondiEliminaLi mandiamo a cagare e giochiamo da un'altra parte (il Calamandrei va benissimo).
La "civilissima telefonata" l'abbiam fatta sabato da davanti il cancello chiuso: il presidente a me non ha risposto per niente, ma ha risposto quando poi ha chiamato PaoloVito dal suo cell (ha risposto xkè non conosceva il numero), ma appena Paolo si è presentato il simpatico presidente gli ha chiuso il telefono in faccia (no comment)
RispondiEliminaIo tornando a casa ho mandato un sms a sto presidente, un sms garbato ma netto, dicendogli che mi stupivo per il comportamento, prendendo atto che non ci sono margini di dialogo e consigliandogli di dar meno tempo all'oratorio e più al Vangelo.
Una provocazione così forte (eeee) sapete che effetto ha avuto? NESSUNO
Non mi ha più chiamato!!
Adesso non so cosa fare, la cosa certa è che in questo modo sono passati definitivamente ed inesorabilmente dalla parte del torto, perchè chiudere così il dialogo non è tollerabile!!
Adesso cosa facciamo?
Ritiriamo le tessere?
Per me possiamo anche andar via dal seminario, ma la cosa non finisce così, non può finire senza un incontro.
Io credo che manderò una prima mail dove chiedere un incontro tra un po' di noi e il loro direttivo (o roba del genere), attenzione: non un incontro solo col presidente ma con un po' di gestori dell'oratorio
Se non avrò risposte manderò una lettera prima agli stessi dell'oratorio, poi al parroco... e poi su su fino a San Pietro...
Possiamo anche andarcene, ma cmq ad un incontro chiarificatore (o ad una bella rissa) ci punto.
Se siamo daccordo l'incontro lo chiediamo in tanti, se la penso così solo io, vado lo stesso a titolo personale.
Il punto non è seminario alle 14 o alle 16, campo per noi o per i lupetti, lucchetto o scavalco, palco o realtà, ecc
il punto è a cosa serve e a chi serve quello spazio, questo aspetto loro non l'hanno mai chiarito, ed è il principale motivo per cui la parrocchia di SPioX non ha aderito a quel progetto (ma di questo è meglio non parlare con loro, o scatta la rissa di certo)
cmq, purtroppo, ha ragione chi dice che:
"è più facile entrare in una compagnia di tossici che in un ... oratorio"
Non so veramente cosa pensare. Perché da una parte mi dispiacerebbe andar via dal Seminario. Sì, Delba ha ragione: mandarli a cagare e giocare al Calamandrei è semplice ed efficace. Però boh... personalmente non sarebbe più la stessa cosa...
RispondiEliminaCerto è che non possiamo neppure andar lì col cappello in mano a pietire un favore che, è evidente, non vogliono farci. Di più: non hanno minimamente interesse a parlare con noi. Nonostante siamo il gruppo più numeroso che frequenta quegli spazi, nonostante sappiano benissimo quale uso vogliamo farne e quanto importante sia lo scopo del King (non una semplice partita di calcio, ma un ottimo modo per stare insieme, conoscersi, divertirsi). Nonostante, ed è la cosa che più mi stupisce, tutta una lunga serie di favori che noi abbiamo fatto a loro: chi gliel'ha tagliata l'erba 3 anni fa, che quel posto sembrava una savana? Chi gliel'ha portato via il palco? (scusate, oggi ho detto palco troppe volte: non dovevo)
Boh, mi sembra tutto così assurdo: dovrebbe essere abbastanza automatico, un gesto basato sul buon senso. E invece guardate le incazzature inutili. Don Mauro lo scorso anno ci aveva dato la chiave per entrare, questo qui adesso manco risponde al telefono. Incredibile.
Ruscio complimenti per il palco e realtà.... mavvaiafartidarenelc....!
RispondiEliminaChiarito questo, anche io sarei per un incontro più o meno pacifico, quantomeno per dirsi in faccia tutte le cose dette tra noi in sti tre anni (e loro tra loro); ma non per forza per tornare a giocare li.
Personalmente sono innamorato di storie di campetti (spesso campacci) adottati, curati e amati dal gruppone che ci gioca; è una cosa che unisce, che responsabilizza, preparare il campo per la partita è un valore aggiunto, aumenta il gusto. Il seminario ci ha dato tanto, ma non risponde più a questa mia esigenza, al mio entusiasmo... non mi gasa!
Cerchiamo un campo nella zona da "prendere in consegna" (senza fare tutto mio come san cristoforo), il calamandrei non mi dispiace, ma una volta si parlava di possibilità di ritagliarci un rettangolo dietro la trave...
Se ci crediamo possiamo far sorgere un campo da calcio dalla roccia! (chi non ci crede torni a vedere le immagini del taglio erba)